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venerdì 29 maggio 2015

Cassazione: Facebook incastra il lavoratore

Una sentenza apre alla possibilità di controlli (e licenziamenti) per l'utilizzo dei social network sul posto di lavoro. Anche tramite fake account e geolocalizzazioni: del resto, il lavoratore ha accettato di condividere pubblicamente i propri dati
 
Roma - I datori di lavoro possono esercitare un controllo sui propri dipendenti monitorandone l'utilizzo dei social network e delle app di messaggistica anche assumendo identità fittizie. E - in caso di utilizzo sul posto di lavoro - possono anche licenziarli.

A riferirlo è la sentenza 17 dicembre 2014-27 maggio 2015, n. 10955 della Corte di Cassazione che sembra porsi in antitesi con la giurisprudenza in materia di tecnocontrollo e il trend seguito negli altri paesi, dove anzi i mezzi di comunicazione digitali sono spesso visti come un mezzo di coercizione del datore di lavoro. Anche lo stesso Statuto dei lavoratori italiano vieta (all'art. 4) i controlli a distanza sull'attività del personale, un divieto peraltro già ridimensionato da alcune previsioni del Jobs Act che aprono la porta al tecnocontrollo dei dipendenti facilitando i controlli sugli strumenti di lavoro (PC, Tablet e telefoni aziendali).
 

venerdì 22 maggio 2015

Messaggio INPS: regolarità contributiva - benefici normativi e contributivi

http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/inps-verifica-della-regolarita-contributiva-per-la-fruizione-dei-benefici-normativi-e-contributivi-notifica-dei-preavvisi-di-irregolarita

L’Inps, con il messaggio n. 3454 del 21 maggio 2015pdf_icon,  in vista del prossimo rilascio del nuovo sistema di gestione del DURC delineato dal D.L. n. 34/2014 (DURC on line), comunica che sono in corso di ultimazione le operazioni di controllo della regolarità ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi. Pertanto, nel corso della terza decade del mese di maggio 2015, terminato il predetto aggiornamento, verranno riavviate le operazioni di spedizione dei preavvisi di irregolarità ai fini della fruizione dei citati benefici normativi e contributivi.
Nei confronti dei datori di lavoro – individuati tramite matricola aziendale – che risulteranno regolari alla data del controllo, i sistemi informativi centrali attiveranno la segnalazione di sussistenza dei presupposti di regolarità contributiva per l’accesso alla fruizione dei predetti benefici normativi e contributivi. In particolare, all’interno del Cassetto previdenziale aziende, sarà generato un semaforo verde in relazione ai mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2015; sarà, inoltre, consolidato il semaforo verde in relazione a eventuali situazioni di irregolarità (semaforo rosso) rilevate nei mesi pregressi e che non siano state oggetto del precedente preavviso.
L’invio del preavviso interesserà le matricole aziendali che risultano attive nel mese di maggio 2015 e che presentano situazioni di irregolarità (semaforo rosso) accertate a partire da gennaio 2008 e tuttora sussistenti.
Poiché l’ultimo preavviso di irregolarità è stato inviato nel mese di maggio 2014, con la presente operazione verranno gestite le situazioni irregolari  rilevate a maggio 2015, con la seguente precisazione:
a)   per i datori di lavoro ai quali, nel mese di maggio 2014, è stato regolarmente notificato il preavviso l’attività di controllo e il consolidamento della regolarità/irregolarità aziendale riguarderanno:
·         i periodi di competenza da 06/2014 a 05/2015 in ipotesi di mancata regolarizzazione a seguito del precedente preavviso;
·         i periodi di competenza da 09/2014 a 05/2015 per le situazioni regolarizzate entro i termini;
b)   per i datori di lavoro ai quali, nel mese di maggio 2014, non è stato regolarmente notificato il preavviso , invece, l’attività di controllo e il consolidamento della regolarità/irregolarità aziendale interesseranno i periodi di competenza da 12/2012 a 05/2015.
Il preavviso di irregolarità viene inviato tramite PEC all’intermediario delegato; nell’ipotesi in cui non sia disponibile l’indirizzo PEC dell’intermediario delegato, il preavviso viene inviato all’indirizzo PEC del datore di lavoro o, in mancanza, del suo titolare/legale rappresentante; in mancanza di indirizzo PEC, la comunicazione viene spedita all’azienda con Raccomandata A/R. In futuro, il preavviso sarà prioritariamente spedito all’indirizzo PEC del datore di lavoro ovvero del titolare/legale rappresentante e, solo in mancanza dei predetti indirizzi, all’indirizzo PEC dell’intermediario delegato.
Il preavviso non verrà inviato alle posizioni contributive che, ancorché ancora attive negli archivi dell’Istituto, risultano sospese o inattive a seguito di controlli automatizzati effettuati presso gli archivi delle CCIAA; nei confronti delle stesse le Sedi territoriali dell’Istituto avranno cura di avviare una specifica attività di controllo sulla base delle liste fornite dalla Direzione Generale dell’Istituto.
Per le matricole aziendali sospese o cessate (contraddistinte dal semaforo nero) che presentano periodi di irregolarità antecedenti la sospensione o la cessazione della posizione contributiva e in relazione ai quali non è stata effettuata la verifica e il consolidamento (periodi contraddistinti dal semaforo rosso), la rielaborazione e l’eventuale spedizione dei preavvisi di irregolarità verrà effettuata nel mese di giugno 2015.
Per consentire il tempestivo aggiornamento delle situazioni di irregolarità contestate è necessario che, nel termine assegnato dal preavviso (15 gg.), il datore di lavoro ponga in essere tutte le attività necessarie a ripristinare la regolarità aziendale. Entro il suddetto termine sarà altresì necessario evidenziare eventuali anomalie che determinano effetti sulla posizione contributiva aziendale.
A tal fine i datori di lavoro dovranno avvalersi della funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale aziende selezionando la voce “Durc interno (regolarità contributiva)” all’interno dell’oggetto “Agevolazioni contributive”.
L’Istituto richiama l’attenzione sulla necessità di potenziare i consueti canali di comunicazione con i datori di lavoro e gli intermediari delegati. Difatti, è di tutta evidenza che gli adempimenti di cui trattasi, ancorché caratterizzati da indubbi profili di complessità e gravosità, sono prodromici all’entrata in funzione del nuovo sistema del Durc on-line e risultano, pertanto, utili a ridurre il rischio di anomalie ed errori nella generazione automatizzata del Documento unico di regolarità contributiva.


Fonte: Inps

lunedì 27 aprile 2015

CIG in deroga negli Studi Professionali



Min.Lavoro: CIG in deroga anche negli studi professionali
La Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali, del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha emanato la nota prot. 7518 del 25 marzo 2015, con la quale ordina di dare puntuale esecuzione a quanto disposto dal Consiglio di Stato [ordinanza n. 1108/2015], consentendo agli Studi Professionali, in attesa che il TAR si pronunci in merito, l’accesso alla CIG in deroga.
Ricordo che la ricorrente è la Confederazione Italiana Libere Professioni –Confprofessioni.



L’Ordinanza n. 1108/2015 del Consiglio di Stato

Considerato che, ad una prima sommaria delibazione propria della fase cautelare, i motivi addotti della parte appellante sembrerebbero essere sostenuti da argomentazioni convincenti, soprattutto con riguardo alle disposizioni contenute nel decreto interministeriale del 1 agosto 2014, nella parte in cui esclude gli studi professionali del trattamento di CIG in deroga, per i profili relativi alla eventuale discriminazione operata nei confronti della categoria dei liberi professionisti e del personale che lavora presso di loro, tenuto conto dei vincoli comunitari in materia di definizione di impresa;
Ritenuto che, quanto al periculum in mora, sussiste il pregiudizio di cui all’articolo 55 del codice del processo amministrativo, dal momento che l’esecuzione dell’ordinanza impugnata comporterebbe l’effettiva e grave compromissione della attività economica del comparto in questione e dei livelli occupazionali da questi assicurati;
Ritenuto che debba conseguentemente essere accolto l’appello cautelare per la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 55, comma 10 del c.p.a.;
Ritenuto che sussistono le condizioni per compensare tra le parti le spese della presente fase cautelare
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l’appello cautelare (ricorso n. 622 del 2015) e, per l’effetto, sospende l’esecuzione dell’ordinanza impugnata.

Ordina che, a cura della Segreteria, la presente ordinanza sia trasmessa al TAR Lazio per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’articolo 55, comma 10 del c.p.a.

CCNL Terziario - Accordo 30/03/2015


E’ stato sottoscritto – nella giornata del 30 marzo 2015 – da Confcommercio con  Filcams-Cgil,  Fisascat-Cisl e Uiltucs–Uil, l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi che decorre dal 1° aprile 2015 e sino al 31 dicembre 2017.
L’intesa prevede un incremento salariale di 85,00 euro lordi a regime per il IV livello di inquadramento su 14 mensilità.
Sul versante normativo sono state aggiornate le tematiche relative all’orario di lavoro e ai regimi di flessibilità, al mercato del lavoro, con particolare riferimento ai contratti a tempo determinato, e alla classificazione, in particolare per il comparto delle aziende di informatica e telecomunicazioni.

In particolare, nei periodi di picco di lavoro (come per  esempio il periodo natalizio o i saldi per i negozi ma anche  giugno per le aziende che fanno servizi alle imprese) le imprese  potranno chiedere ai loro dipendenti di lavorare quattro ore in  più (per un massimo di 16 settimane nell’arco di 12 mesi) senza  che sia necessario l’ok del sindacato né del lavoratore stesso e  senza  che si paghi lo straordinario. Naturalmente le ore saranno  recuperate (nell’arco dei 12 mesi seguenti) ma in periodi che per l’azienda sono meno impegnativi e nei quali c’è meno bisogno  di personale, una flessibilità molto importante in un settore nel quale sono frequenti i picchi di attività. L’intesa prevede anche  norme sul  sottoinquadramento nel caso di assunzione di persone ”deboli” come i disoccupati o coloro che hanno concluso l’apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione. Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con 6 mesi con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Il sottoinquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato.

giovedì 23 aprile 2015

Microcredito: slitta a metà maggio la possibilità di accesso

Slitta l’accesso ai fondi del Microcredito. Il decreto dello Sviluppo economico sta, infatti, ritardando la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale in quanto ancora al vaglio della Corte dei Conti. Dopo bisognerà attendere la successiva pubblicazione della circolare operativa da parte del gestore del Fondo nei successivi 15 giorni. Presumibilmente, l’inizio della procedura scatterà non prima di metà maggio". E' quanto spiega la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro che ha raccolto, nella circolare numero 8 del 2015, le Faq ricevute in queste settimane dai colleghi, per risolvere le perplessità sollevate finora sul fondo.
"Il ritardo è anche motivato -fa notare la Fondazione Studi- visto l’interesse suscitato presso gli italiani dalla ricerca di una strategia per aumentare la platea dei destinatari. Poiché il ministero, infatti, presterà solo la garanzia (e non provvederà ad erogare direttamente i fondi), si sta ipotizzando la possibilità di utilizzare un sistema di leva fiscale e di non immobilizzare l’intera cifra del prestito oggetto della garanzia, bensì una cifra inferiore".
"Di conseguenza, i 40 milioni disponibili potrebbero raggiungere molti più soggetti. In attesa dell’operatività dei bandi, quindi, la pagina speciale del sito www.consulentidellavoro.it dedicata al Microcredito si implementa di un nuovo servizio: le faq che risolvono le prime perplessità sulla procedura. Le faq saranno implementate e aggiornate nel corso delle settimane a seconda delle novità che interverranno. Nel frattempo il gestore del fondo ha istituito la sezione 'Microcredito' del sito www.fondidigaranzia.it", conclude.
 

lunedì 23 marzo 2015

Dr Job / Il «superamento» del contratto a progetto: video online su Job24, concentrato nel post

Che fine fanno i contratti a progetto? E le partite Iva? Ci sarà ancora spazio per il lavoro parasubordinato nelle aziende ?  Di questo tratta la terza puntata del nostro “Jobs Act in progress” spiegato  dagli esperti avvocati giuslavoristi dello Studio Trifirò & Partners  . La videointervista con l’avv Tommaso Targa  é online sul canale lavoro  Job24.  Nel post qui sotto, il “succo” superconcentrato in quattro domande …
 

Governo: pubblicato il DPCM con le modalità per il TFR in Busta paga

Il Governo ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2015, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 29 del 20 febbraio 2015pdf_icon, con il regolamento recante norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del TFR come parte integrante della retribuzione per il periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018.
Il decreto disciplina le modalità di attuazione delle disposizioni previste dalla Legge di Stabilità 2015 (articolo 1, commi da 26 a 34, Legge n. 190/2014), al fine di vedersi corrisposto, in busta paga, il TFR maturando.
Questo è il modulo che il lavoratore dovrà compilare per la richiesta.

http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/governo-pubblicato-il-dpcm-con-le-modalita-per-avere-il-tfr-in-busta-paga