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mercoledì 21 novembre 2012

Centri estetici (massaggi): Parma

Link: http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/160874/Centri_massaggi%3A_regole_pi%C3%B9_severe.html

Nuove regole per i centri massaggi: Cristiano Casa, assessore alla sicurezza del Comune di Parma, annuncia battaglia agli eros center nascosti dietro vetrine da centri benessere.
«Entro gennaio  - dichiara - approveremo un regolamento per estetisti, acconciature, massaggiatori. L’obiettivo è contrastare quel fenomeno dei centri massaggi che dietro la facciata nascondono qualcosa di diverso». 
«Saune», negozi orientali, centri estetici, in cui c’è un via-vai a tutte le ore della notte, di soli clienti uomini: il Comune vuole mettere un freno a queste attività, in cui spesso le offerte sessuali affiancano il listino del negozio e distinguerle dai tanti esercizi che non fanno affari in questo modo...

Lavoro nero: Parma

Link: http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/3/128222/Parrucchieri_ed_estetiste%3A_Guerra_al_lavoro_nero.html


 Il lavoro nero schiaccia i commercianti onesti forse più della crisi economica. Per combattere il piccolo esercito di abusivi che, anche a Parma, si va espandendo sempre di più, le associazioni di categoria dell'artigianato Apla, Gia e Gia, scendono in campo con una campagna di sensibilizzazione dei clienti che, spesso inconsapevolmente, si affidano a parrucchieri, estetiste e massaggiatori del tutto improvvisati mettendo a rischio la propria salute.
«Nel 2011 ben due terzi delle attività hanno sofferto e una su cinque ha avuto un impatto severo – ha sottolineato Michele Ziveri, presidente regionale Confartigianato Benessere -. In questo scenario abbiamo notato che la domanda non ha subito variazioni importanti ma che la differenza viene data dalle spese correnti, dalla pressione fiscale e, soprattutto, da quella che chiamiamo concorrenza sleale. Accanto ad esercizi regolari in cui vengono rispettate tutte le norme, ci sono persone che lavorano in casa, magari recandosi al domicilio del cliente».
Prezzi bassi sono il loro cavallo di battaglia: il desiderio di avere i capelli in ordine, magari di regalarsi un massaggio o farsi sistemare le unghie porta spesso a non domandarsi quale possa essere la differenza.
«Non si tratta solo di un problema legato all’evasione fiscale: prodotti ed attrezzature non adeguati mettono a rischio la salute dei clienti. Per questo abbiamo deciso di intraprendere una campagna informativa dei rischi che si corrono affidandosi a mani inesperte o a persone che lavorano in luoghi che non rispettano le condizioni igienico-sanitarie previste dalla norma» ha concluso Ziveri. Le associazioni hanno quindi predisposto dei volantini che saranno distribuiti in città e reperibili nei negozi degli associati ma anche attivato una e-mail (abusivi.pr@gmail.com) a cui tutti potranno inviare eventuali segnalazioni.
«Fra i rischi più comuni c'è quello di contrarre malattie infettive o malattie da sensibilizzazione correlabili all’inosservanza delle norme igieniche o ad una scarsa qualità dei prodotti utilizzati. Il risparmio di pochi euro può valere il rischio di un’infezione o una malattia?»  ha aggiunto il presidente provinciale della Cna Roberto Bruno Bassan. Ma come individuare un operatore non autorizzato da uno «in regola»? Il prezzo non sempre è indicativo visto che attività regolari propongono spesso promozioni e offerte.
«La normativa proibisce il lavoro a domicilio, eccetto occasionalmente e da persone che hanno comunque un’attività - ha spiegato Manuela Pollari (Apla) -. E’ poi obbligatorio esporre gli orari di apertura e i titoli abilitativi». Al via l'azione comune.
«Le associazioni Apla, Cna e Gia, per facilitare questa attività di controllo hanno già segnalato i nominativi di operatori sospetti che, a una prima verifica, non pare operino nel rispetto delle regole» ha concluso Maurizio Caprari, segretario generale del Gruppo Imprese Artigiane.

Attività Acconciatore: Parma

Link: http://www.pr.camcom.it/registro-imprese-e-albi/albo-imprese-artigiane/qualificazioni-professionali/acconciatore/

Acconciatore

Disciplina attività di acconciatore
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Novità per le abilitazioni professionali di acconciatore ed estetista dal 29/10/2012
La Regione Emilia-Romagna ha comunicato alle Camere di Commercio che, a partire dal 29 ottobre 2012, il possesso dei requisiti professionali per l'esercizio delle attività di acconciatore ed estetista dovrà essere dichiarato nella Segnalazione certificata d'inizio dell'attività (SCIA) da presentare al SUAP competente, quindi da tale data i requisiti saranno accertati direttamente dai Comuni.
Sarà possibile continuare a presentare le domande per il riconoscimento delle abilitazioni professionali allo sportello camerale solo fino al 27 ottobre 2012.

Rimane di competenza del Servizio regionale per l'Artigianato la valutazione delle domande di accesso ai corsi professionali per l'attività di estetista, pertanto per tali tipologie le relative richieste continueranno ad essere consegnate presso gli sportelli camerali competenti che provvederanno poi all'inoltro al suddetto Servizio.
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Riferimenti: Legge 161/1963 - Legge 23.12.1970 n. 1142 -  Legge 17 agosto 2005 n. 174 - D.lgs 6 agosto 2012 n, 147
La legge n. 174 del 17/08/2005 definisce la nuova "Disciplina dell'attività di acconciatore": pertanto, dalle attività di "parrucchieri per uomo e per donna" e "barbiere" si passa alla figura dell'"ACCONCIATORE" che si rivolge indifferentemente a soggetti maschili o femminili, avendo come obiettivo professionale l'intervento sui capelli o sulla barba.
I soggetti che alla data di entrata in vigore (17/09/2005) della legge 174 del 17/08/2005  sono in possesso della qualifica di acconciatore o di parrucchiere per uomo e per donna, assumono di diritto l'abilitazione di acconciatore.
*       risultano intestatari delle autorizzazioni comunali rilasciate per l'esercizio delle attività di parrucchiere per uomo e donna, hanno diritto alla rettifica della denominazione sulle autorizzazioni.
Tutti coloro che alla data del 17/09/2005 hanno maturato i requisiti per ottenere l'abilitazione professionale di "parrucchiere per uomo e donna" hanno diritto al rilascio del certificato di abilitazione di "acconciatore".
Abilitazione professionale per l'attività di acconciatore

Nuove disposizioni dalla Regione in vigore dal 14 Settembre 2012
La Regione Emilia Romagna, con nota del  13/09/2012, ha fissato al 13/09/2012 il termine del periodo transitorio di applicazione delle leggi 14 febbraio 1963 n. 161 e 23 dicembre 1970 n. 1142  relativamente alle modalità di conseguimento dei requisiti professionali prescritti per l'attività di acconciatore.
Dal 14/09/2012  potranno essere presentate richieste di abilitazione  per l'attività di acconciatore solo se in possesso dei requisiti previsti dall'art. 3 della Legge 17 agosto 2005 n. 174.
A seguito dell'entrata in vigore del Decreto legislativo 147/2012, dal 14 settembre 2012 viene a cessare quindi la possibilità di riconoscimento dell'abilitazione a seguito del solo svolgimento di attività professionale come dipendente, apprendista, titolare, socio o collaboratore familiare di una impresa di acconciatore

GREEN: scioglimento ghiacci



Scioglimento ghiacci Polo Nord Anno 2012.

ECONOMIA: Grecia verso il default

Link: http://www.investireoggi.it/economia/la-grecia-verso-il-default-uscire-dalleuro-per-non-morire/

Il rinvio al prossimo lunedì del vertice risolutorio (si spera) sulla questione degli aiuti alla Grecia è una doccia fredda per quanti ritenessero cosa fatta almeno il rilascio della tranche da 31,5 miliardi, necessaria per evitare che entro poche settimane Atene vada in default (Grecia, Eurogruppo: l’accordo non vien di notte. E adesso?).
Si è litigato un pò su tutto ieri sera, dal rinvio di due anni per il raggiungimento del 120% nel rapporto tra debito e pil, fino alla cancellazione parziale degli aiuti già concessi ad Atene, passando per le modalità di erogazione dei nuovi aiuti.
Il Fondo Monetario con Christine Lagarde resta contrario ad allungare i tempi per centrare l’obiettivo del 120%, mentre al contempo vorrebbe che i creditori pubblici, ossia BCE e governi europei, si facessero carico di ristrutturare il debito da loro detenuto, assumendosi perdite per decine di miliardi. Ipotesi respinta dalla Germania, ma anche da Finlandia, Olanda e Lussemburgo, che ritengono l’operazione politicamente impraticabile.
In ogni caso, se alla fine si concorderà per continuare ad aiutare la Grecia, si dovranno sborsare altri 31,5 miliardi e molti governi non vogliono mettere mano al portafoglio con l’erogazione di liquidi freschi. E questo, mentre Atene brucia tra proteste sociali imponenti e una politica divisa e non in grado di reggere un’eventuale ondata di nuove proteste di massa, in caso di nuovi pacchetti di austerità.

La Grecia e il Portogallo devono uscire dall’Euro: la teoria di Hans-Werner Sinn

Per questo, l’economista tedesco Hans-Werner Sinn, da sempre contrario agli aiuti, è sempre più convinto che la Grecia e il Portogallo debbano temporaneamente uscire dall’euro, svalutare le proprie monete del 30-40% e diventare così più competitive, ridando ossigeno alle loro economie e all’occupazione. Secondo Sinn, infatti, le politiche di austerità imposte dall’Europa non miglioreranno la situazione in questi Paesi, con il rischio che prima che arrivi la ripresa scoppino guerre civili. Solo se l’Eurozona accettasse l’uscita temporanea di uno stato membro, allora si potrebbe evitare il peggio.
Un’altra risposta alla crisi greca arriva dal capo divisione “business treasury, global banking & markets” del Royal Bank of Scotland, Moorald Choudhry, che ritiene necessaria la totale cancellazione del debito ellenico.

Uscita Grecia dall’Euro: le nostre constatazioni

Ipotesi estreme, forse, ma che sembrano avvalorare la previsione di un’uscita della Grecia dall’Eurozona, che le agenzie di rating non hanno mai abbandonato quale scenario realistico. Un nostro stesso articolo di qualche mese fa ha analizzato i tempi di un’eventuale “Grexit”, concludendo che il giorno ideale per un annuncio di tale portata sarebbe il 21 dicembre 2012. I Maya non c’entrano (E se la Grecia uscisse dall’euro il 21 dicembre?)
Quella data, infatti, cade di venerdì, ultimo giorno di contrattazioni settimanali in borsa. I mercati avrebbero a disposizione tutto il weekend per smaltire la mazzata, ma successivamente le piazze finanziarie rimarrebbero in gran parte chiuse per via delle festività natalizie, riaprendo del tutto solo il 27 dicembre. In sostanza, se proprio si deve fare, non ci sarebbe data migliore del 21 dicembre per annunciare l’abbandono della Grecia dall’Eurozona. Non si tratta di una vera previsione, quanto di una semplice constatazione.
E pare che l’Eurogruppo si stia impegnando per trascinare la questione fino a quel periodo, mancando oggi esattamente un mese da quella data. Ma forse alla fine si concederanno alla Grecia nuovi aiuti, pur tra borbottii e malumori palesi. Tuttavia, si tratterebbe anche in quel caso di un puro rinvio della questione. Atene non centrerà mai gli obiettivi fiscali assegnati, perché la sua economia andrà in recessione anche nel 2013 e di ben 4 punti percentuali del pil. E forse anche nel 2014 non si vedrà un ritorno alla crescita, in un circolo vizioso di tagli/aumenti di imposte – calo del pil – aumento del deficit fiscale. E non si può immaginare che i cittadini greci siano disposti ad accettare nuove misure di austerità, perché lo scoppio di una guerra civile sarebbe più che probabile. Ecco, quindi, che se non il 21 dicembre, in una qualche data si dovrà prendere atto che Atene non potrà mantenere gli impegni assunti con la Troika (UE, BCE e FMI). L’uscita dall’euro resta un’ipotesi reale e non scolastica. E non solo per la Grecia.

INPS: Bilancio sociale 2011


Inps presenta la sua rendicontazione sociale al Cnel.
Il 20 novembre alle ore 10, presso la sala del Parlamentino del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), l’Inps ha presentato il Bilancio sociale relativo all’anno 2011.

Il documento, realizzato con il contributo delle molteplici professionalità e competenze presenti all’interno dell’Istituto e presentato con il patrocinio del CNEL, si propone di restituire ai cittadini una rappresentazione d’insieme dei valori, dei programmi, dei servizi e delle attività in cui si sostanzia la missione istituzionale dell’Inps, misurando gli effetti dell’azione dell’Istituto sui beneficiari delle prestazioni e su coloro che, a vario titolo, sono interessati ad essa.

Una rendicontazione sociale volta a verificare anche quanto la missione istituzionale svolta dall’Inps sia adeguata ai bisogni e alle aspettative dei cosiddetti “portatori di interessi”, cioè delle parti direttamente e attivamente interessate ai servizi Inps: dipendenti, cittadini, famiglie, imprese, rete territoriale e altri enti pubblici e privati.

martedì 20 novembre 2012

DTL Lecce: Inquadramento istruttori - Associazioni Sportive Dilettantistiche

Adempimenti ridotti per gli esercizi sportivi di attività dilettantistica che si avvalgono delle prestazioni di natura non professionale di istruttori di fitness.
Se pagato con compensi inferiori a 7.500 euro annui, infatti, la palestra non è tenuta a denunciare il rapporto di lavoro (non è dovuta la «Co»), non deve versare contributi all`ex Enpals, non deve pagare premi assicurativi all`Inail e non deve neppure iscrivere il rapporto di lavoro sul Lul (libro unico del lavoro). È questo, in parte, il quadro di disciplina per le prestazioni di natura non professionale erogate nell`esercizio di attività sportive dilettantistiche che viene illustrato in una nota dalla direzione territoriale del lavoro di Lecce. In risposta ad un apposito quesito, la dtl spiega come le disposizioni di natura fiscale (il Tuir) prevalgano sulle norme a tutela del rapporto di lavoro. La questione. La questione concerne il corretto inquadramento degli istruttori di una palestra costituita in forma di associazione sportiva dilettantistica (Asd), iscritta al Coni per le attività di fitness, con cui sono stati stipulati contratto di lavoro per «prestazioni di natura non professionale» ai sensi dell`articolo 67, comma 1, lettera m) e dell`articolo 69, comma 2, del Tuir. La prima norma del Tuir qualifica le prestazioni come «redditi diversi» a patto di non essere conseguiti nell`esercizio di arti e professioni (partita Iva) o di imprese commerciali o società; la seconda norma (articolo 69, comma 2) dispone che quelle prestazioni non concorrono comunque a formare il reddito per un importo non superiore a 7.500 euro (a periodo d`imposta). E` in conseguenza di queste disposizioni fiscali che la disciplina lavoristica, previdenziale e fiscale delle Asd acquistano una connotazione peculiare. L`attività dell`istruttore. L`attività dell`istruttore rientra nel novero delle attività elencate nel decreto interministeriale del 15 marzo 2005 (ministro del lavoro e dell`economia) che individua le categorie di soggetti assicurati al fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo istituito presso l`Enpals (oggi confluito nell`Inps). Infatti, la lettera B) di tale decreto elenca, tra gli altri: impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi; direttori tecnici, massaggiatori, istruttori e i dipendenti delle società sportive. L`Enpals, del resto, con circolare n. 13/2006 (si veda ItaliaOggi dell`8 febbraio 2006), nel fornire istruzioni in ordine alle modalità di applicazione del richiamato decreto, ha preliminarmente ricordato «come l`obbligo di iscrizione all`Ente sia stato esteso, a prescindere dalla natura giuridica subordinata, parasubordinata o autonoma del rapporto di lavoro anche a figure professionali tipiche del settore, quali gli istruttori presso impianti e circoli sportivi, nonché i direttori tecnici, i massaggiatori e gli istruttori presso associazioni o società sportive». Comunicazione di assunzione (»Co»). Per quanto riguarda gli adempimenti lavoristici e previdenziali connessi alle prestazioni rese da un istruttore presso un`Asd (va precisato che la risposta della Dtl di Lecce si fonda sul presupposto che ricorrano tutti i requisiti perché la palestra possa essere annoverata fra le Asd e che le somme erogate all`istruttore possano inquadrarsi quali redditi diversi ai sensi della richiamata disciplina del Tuir), la Dtl di Lecce prende prima di tutto ín esame quelli connessi all`invio dell`Unilav. In base alle istruzioni del ministero del lavoro (nota del 14 febbraio 2007) sono ricomprese, tra quelle che soggette all`obbligo di comunicazione, «le collaborazioni individuate e disciplinate dall`art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289», rubricato «disposizioni per l`attività sportiva dilettantistica». Sulla specifica questione il ministero è nuovamente intervenuto con l`interpello n. 22/2010 (si veda ItaliaOggi dell`Il giugno 2010), nel quale ha meglio chiarito che nella previsione del richiamato articolo 90 devono farsi rientrare soltanto «le collaborazioni coordinate e continuative utilizzate ai fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal Coni». Tuttavia, il ministero ha anche precisato che non tutte le tipologie contrattuali astrattamente rientranti nell`alveo della cosiddetta «parasubordinazione» sono soggette alla comunicazione obbligatoria, venendo escluse quelle che «non presentino rischi consistenti di abuso o elusione della normativa inderogabile in materia di lavoro». Anzi, il ministero ha spiegato che «considerato il peculiare regime di agevolazione fiscale e previdenziale stabilito dalle leggi in materia volto a favorire la promozione dell`attività sportiva dilettantistica i rischi di elusione di norme previdenziali e fiscali sono in parte ridotti, quantomeno con riferimento a quelle collaborazioni per le quali sia previsto un compenso annuo inferiore ad euro 7.500, escluso da qualsivoglia imposizione anche di tipo fiscale». Pertanto, possono ritenersi non soggette alla «Co» preventiva le Asd che stipulino contratti di natura diversa riconducibili all`articolo 67 del Tuir. ()Riproduzione riservata   Come gestire l`istruttore di palestra Redditi diversi Il Tuir (articolo 67) qualifica tra i redditi diversi quelli percepiti per le «prestazioni di natura non professionale» nell`esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche del Coni, delle federazioni sportive nazionali, dell`Unire, degli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo che persegua finalità sportive dilettantistiche riconosciuto dai predetti enti Comunicazione di assunzione («Co») Non sono tenute ad effettuare la «Co» preventiva, le Asd che stipulino contratti di natura diversa riconducibili all`articolo 67 del Tuir Contributi all`Inps Assicurazione Inali I compensi erogati da organismi sportivi dilettantistici nei confronti dei tecnici inseriti nell`elenco del decreto 15 marzo 2005, a prescindere dalla natura giuridica subordinata, parasubordinata o autonoma del rapporto di lavoro, sono soggetti all`obbligo di iscrizione all`ex Enpals. Fino a 7.500 euro per periodo d`imposta, tuttavia, i compensi non sono soggetti alla contribuzione previdenziale I soggetti rientranti nella disciplina fiscale dell`articolo 67 del Turi non sono soggetti all`assicurazione antinfortunistica Libro unico del lavoro (Lul) I collaboratori di associazioni sportive dilettantistiche con un compenso annuo fino a 7.500 euro non vanno iscritti nel Lul Obbligo di iscrizione all`ex Enpals In merito agli adempimenti previdenziali, i compensi erogati da organismi sportivi dilettantistici nei confronti dei tecnici inseriti nel predetto elenco del decreto 15 marzo 2005, a prescindere dalla natura giuridica subordinata, parasubordinata o autonoma del rapporto di lavoro, vanno ricompresi nell`ambito di applicazione della disciplina dell`obbligo di iscrizione all`ex Enpals. Tanto, peraltro, è stato confermato di recente anche dal ministero del lavoro (interpello n. 22/2010) e prima di allora nell`interpello n. 59/2009 (si veda ItaliaOggi del 14 luglio 2009), nel quale si legge che «anche i dipendenti di palestre, sale fitness, circoli sportivi ecc. rientrano con certezza nelle categorie obbligatoriamente iscritte all`Enpals...». Nello stesso interpello, inoltre, sono anche richiamate le soglie reddituali che consentono di qualificare le somme percepite dai collaboratori quali redditi diversi: a) fino a euro 7.500 sono esclusi dalla formazione del reddito; b) oltre 7.500 euro e fino a 28.158,28 euro sono soggetti a ritenuta a titolo di imposta; 1. oltre 28.158,28 euro sono soggetti a ritenuta a titolo d`acconto. Pertanto, i compensi percepiti dall`istruttore non superiori complessivamente nel periodo di imposta a 7.500 euro, non vanno assoggettati a contribuzione previdenziale. - Assicurazione Inali Con riferimento ai relativi obblighi assicurativi, l`Inail ha diramato istruzioni operative con una nota del 2 maggio 2001 (si veda ItaliaOggi del 5 maggio 2001), in cui ha fatto esplicito riferimento alla fattispecie dei redditi diversi e chiarito che i soggetti rientranti in tale disciplina fiscale non devono ritenersi assoggettati all`assicurazione antinfortunistica prevista dall`articolo 5 («assicurazione dei lavoratori parasubordinati») del dlgs n. 38/2000 (Nello specifico, l`Inali ha spiegato che gli sportivi dilettanti non sono parasubordinati e, pertanto, non sono soggetti all`assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, restando tuttavia valide ed efficaci le posizioni assicurative eventualmente accese fra il 16 marzo e il 31 dicembre 2000, con obbligo della loro cessazione dal 1° gennaio 2001; nonché restando tuttavia acquisite le prestazioni economiche eventualmente concesse agli aventi diritti per infortuni verificati nello stesso periodo). - Libro unico del lavoro (Lui). Infine, per la soluzione del problema della sussistenza, o meno, dell`obbligo di iscrizione nel libro unico del lavoro dell`istruttore di palestra, va fatto riferimento al Vademecum ministeriale (peraltro confermato, per la parte relativa agli istruttori, nel più volte citato interpello n. 22/2010). Al quesito n. 24 del predetto Vademecum si esclude che i collaboratori di associazioni sportive dilettantistiche con compenso annuo fino a 7.500 euro vadano iscritti nel Lul.