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venerdì 29 novembre 2013

Stare bene al lavoro? Si può. Dai libri gratis alle vacanze, i segreti del welfare aziendale.

http://www.ilsole24ore.com/art/servizio/2013-11-28/stare-bene-lavoro-si-puo-libri-gratis-vacanze-segreti-welfare-aziendale--194216.shtml?uuid=ABTqtPg

Asili nido "aziendali" per i figli dei dipendenti. Corsi di lingua gratis come premi di produzione. Filiere del welfare tra piccole e medie imprese… Si può stare bene a lavoro? Una risposta arriva dalle best practice descritte nel Secondo Rapporto sul Welfare, redatto dal Centro Einaudi e presentato ieri a Milano in una due giorni organizzata dalla Fondazione Cariplo. Tra i relatori anche Enrico Giovannini, ministro del Lavoro e ideatore del "programma di inclusione sociale" del reddito minimo. Ecco i casi più collaudati di work-life balance, il bilancio tra vita professionale e privata che fonda qualsiasi strategia di welfare.

Nestlé, asilo "aziendale" e orari elastici.
Il colosso svizzero attiva da anni politiche family-friendly, a uso e consumo dei dipendenti con figli a carico. L'eccellenza vera e propria è nel Progetto 90 giorni, vincitore nel 2011 del Premio Famiglia Lavoro della Regione Lombardia. Il pacchetto include aree dedicate ai figli dei lavoratori nei periodi estivi e/o di vacanza, due asili nido aziendali, un patto controfirmato dai sindacati per l'elasticità degli orari di ufficio e le opportunità di tele-lavoro. I "campi giovani", per l'ospitalità di bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni, saranno realizzati nelle sedi di Milano e San Sisto (Perugia) per i periodi di chiusura delle scuole. Gli asili ci sono già: Les Galipettes di Milano, inaugurato dal 2004, accoglie sia i figli dei dipendenti sia i residenti della zona. La retta è equiparata alla media del Comune. Quello di Perugia garantisce 12 ore di copertura giornaliera (anche il sabato) per 15 posti "aziendali" e 66 a disposizione della comunità.
 
Nella pmi "conto welfare" con corsi di lingua e rimborso delle tasse di scuola.
Tra le piccole e medie imprese, spunta il caso del Colorificio di San Marco, fondato a Venezia nel 1961. Due siti produttivi, 141 dipendenti, una strategia di welfare veicolata da un sistema di servizi personalizzabili accessibili online. Con un questionario interno, quasi nove dipendenti su 10 (88%) si sono detti interessati a convertire in beni e/o servizi i premi di produzione. Chi ha scelto di "trasformare in welfare" il premio riceverà l'importo già caricato su un conto apposito, per poi decidere la somma totale da destinare al piano. Il minimo è di 250 euro per il 2013 e di 500 per il 2014, come definito da un accordo di secondo livello firmato con i sindacati lo scorso marzo. Ma in cosa consistono, i servizi? Le aree sono cinque: istruzione, cultura, servizi sociali, salute e previdenza, shopping. I dipendenti possono accedere così a rimborso di testi e tasse scolastiche, campus estivi e corsi di lingua (istruzione); abbonamenti al cinema o alla palestra (cultura e ricreazione); servizi socio-assistenziali per la famiglia; pagamento del fondo sanitario Faschim. Senza contare i servizi più immediati: buoni carburante, buoni spesa, convenzioni…

A Pavia, filiera rosa nell'agricoltura.
I contratti di rete, firmati da più di 1000 imprese su scala nazionale, permettono alle aziende di "fare rete" per incrementare volumi e ritmi produttivi. Ma se il processo si trasferisse sul welfare? Tra i primi esperimenti compare Giunca, acronimo di Gruppo imprese Unite Nel Collaborare Attivamente. Nata a Varese nel 2012, l'associazione riunisce pmi e grande imprese del manifatturiero in progetti di welfare. Il network ha già sfornato GiuncaNet Work-life Balance, piano per la creazione di un portale web e di una banca dati condivisa per i servizi attivati sul territorio. Altro esempio, BioNetwork: un'aggregazione di aziende rurali al femminile sviluppate nel progetto "Impresa donna in ambito rurale", promossa nell'aprile 2011 da Provincia di Pavia, Camera di Commercio di Pavia e altri enti. In ballo c'è la creazione di un marchio, "Pavia in famiglia": il bollino di qualità che certifica strategie family-friendly e per l'integrazione delle donne nei luoghi di lavoro.

lunedì 25 novembre 2013

In arrivo i rimborsi IRPEF per i contribuenti senza datore di lavoro

http://www.iosrlcultura.com/primo-piano/notizie-in-tempo-reale/in-arrivo-i-rimborsi-irpef-per-i-contribuenti-senza-datore-di-lavoro-14345

Si rende noto che sono state avviate le operazioni per il rimborso delle somme a credito risultanti dai Mod. 730/2013 “Situazioni particolari”, presentati lo scorso settembre dai contribuenti rimasti senza datore di lavoro. I rimborsi:
- dal prossimo 15 dicembre, saranno accreditati direttamente sul conto corrente, ai soggetti che hanno comunicato il proprio codice IBAN;
- dal prossimo 21 dicembre saranno disponibili (in contanti) presso gli uffici postali, per tutti gli altri contribuenti.

Agenzia delle Entrate.
Comunicato stampa del 14 novembre 2013.

giovedì 21 novembre 2013

Stipendi: Dirigente comunale Caserta vs Cancelliera Merkel

http://www.fanpage.it/a-caserta-un-dirigente-comunale-guadagna-piu-della-merkel/

A Caserta un dirigente comunale guadagna più della Merkel

Come rivela ItaliaOggi al Comune di Caserta un dirigente intasca annualmente uno stipendio superiore anche a quello della cancelliera tedesca

In Italia un dirigente comunale può arrivare a prendere uno stipendio superiore persino a quello di un capo di stato come la Cancelliera tedesca Angela Merkel. E' accaduto a Caserta dove nell'amministrazione comunale, già alle prese con un dissesto finanziario, c'è un dirigente che riscuote una retribuzione lorda pari a 290 mila euro l'anno, un cifra molto più alta di quella complessivamente intascata dal premier tedesco Angela Merkel che è pari a 220 mila euro. A rivelarlo è Pierluigi Magnaschi  sul giornale Italia Oggi, spiegando che oltretutto se la retribuzione annua della Merkel è facilmente verificabile sul sito del governo tedesco, non lo è altrettanto quella dei dirigenti del Comune di Caserta il cui stipendio rimane nascosto alla stragrande maggioranza dei cittadini dietro il cavillo della difesa della privacy. E pure sono soldi pubblici e come tali dovrebbero essere rendicontati e resi noti. Ovviamente nulla lascia intendere che quei soldi non siano in regola con le leggi perché il lauto stipendio del dirigente comunale di Caserta avrà avuto tutte le autorizzazioni necessarie a norma di legge, resta il fatto che quella retribuzione appare  alquanto spropositata anche alla luce del deficit pubblico sempre più ampio in cui versano le amministrazioni comunali.

mercoledì 20 novembre 2013

Criteri di computo dei rapporti di lavoro a tempo determinato

http://www.dplmodena.it/interpelli/21-11-13inter_30-2013.html

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 30 del 19 novembre 2013, ha risposto ad un quesito della Confindustria, in merito al criterio utile per il computo dei rapporti di lavoro a tempo determinato, ai fini dell’applicazione di specifiche previsioni di legge.

Giù i consumi. È Natale…

http://www.fiscal-focus.info/attualita/giu-i-consumi-e-natale,3,18423

-11,2% consumi natalizi. Dal 2007 la riduzione degli acquisti delle famiglie è stata pari al 42,7%.



Il calo dei consumi natalizi - Se già l’aumento dell’aliquota ordinaria Iva, che lo scorso primo ottobre è passata dal 21% al 22%, aveva fatto presagire l’avvenuto calo dei consumi, la recessione ancora in corso e la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie non fanno sperare niente di buono per quel che concerne le vendite nel periodo natalizio, tradizionalmente motore di traino per il trend dei consumi annuali. Anche per quest’anno infatti gli acquisti di Natale saranno in calo, a sottolinearlo è l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori che, a ridosso delle festività, ha monitorato le intenzioni di acquisto degli italiani.

I numeri e i settori -
''I primi risultati rivelano una situazione sconfortante: mai come quest’anno i consumi saranno 'sotto zero'. Già lo scorso anno la spesa totale delle famiglie per i regali (o auto-regali) di Natale si era attestata ad appena 3,5-3,8 miliardi di euro (pari a circa 148 euro a famiglia)'', spiega la nota di Federconsumatori. In termini percentuali, la contrazione degli acquisti alla quale stiamo andando incontro sarà pari all’11,2%, con una spesa media per nucleo familiare di 132 euro. Tutti i settori del commercio manifesteranno un abbassamento vorticoso delle vendite, fatta eccezione per il settore dell’editoria che invece potrà godere di un timido incremento pari a cinque decimi di punto percentuale. ''Quest’anno – continua l’associazione di categoria - tali consumi conosceranno un’ulteriore battuta di arresto, con una nuova contrazione del -11,2%. Regali che, ovviamente, saranno estremamente mirati ed in molti casi saranno riservati esclusivamente ai bambini''.

I settori di spesa –
Com’è stato accennato, a scendere saranno le vendite di quasi tutti i settori commerciali, con un piccolo incremento per l’editoria. Andando più nel dettaglio, alla luce delle risposte del campione analizzato, i consumi per le festività natalizie scendono del 12% nel caso di abbigliamento e calzature, del 31% per mobili, arredamento ed elettrodomestici, del 6% per profumeria e cura della persona, dell’1% in riferimento agli alimenti, sempre del 6% per l’elettronica di consumo, infine del 16% per il turismo. Aumentano, s’è detto, le vendite di libri e cd, con una maggiorazione dello 0,5%. I dati sono chiaramente confrontati a quelli rilevati lo scorso anno.

Ragioni e soluzioni - ''Le vendite di fine anno, quindi, confermeranno un andamento che si protrae da anni. A pesare fortemente sulla crisi dei consumi di Natale oltre al livello infimo raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie contribuiscono: l’aumento del tasso di disoccupazione; la perdurante cassa integrazione; la situazione di migliaia di esodati; la prospettiva di molte aziende che non riusciranno a garantire il pagamento degli stipendi; le piccole e medie imprese che già hanno annunciato il mancato pagamento delle tredicesime. Per non parlare dell’insopportabile clima di incertezza sul fronte IMU-Trise e del fattore IVA, il cui incremento sta riportando effetti deleteri sull’intera economia, nonché sugli incassi dello Stato'', continua Federconsumatori. Il parere dell’associazione di categoria è che, al fine di arginare un simile declino delle vendite, sarebbe opportuno anticipare i saldi e detassare le tredicesime.

La crisi e il Natale –
Anche un’altra associazione dei consumatori, il Codacons, ha analizzato il trend dei consumi natalizi, confrontando i dati del 2013 con quelli del 2007. Nell’anno convenzionalmente considerato pre-crisi, il cosiddetto ‘effetto Natale’ dei consumi è stato pari a 18 miliardi di euro, laddove le stime per quest’anno pongono il medesimo dato a quota 10,3 miliardi di euro. In sostanza, un simile confronto mostra come, nell’arco di sei anni, le famiglie del Belpaese abbiano ridotto i consumi per una percentuale del 42,7%, tagliando le spese natalizie ben 7,7 miliardi di euro.
Autore: Redazione Fiscal Focus

martedì 19 novembre 2013

Parma, congedo matrimoniale anche alle coppie omosessuali (Servizi Italia)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/18/parma-congedo-matrimoniale-anche-alle-coppie-omosessuali/781965/

Parma, congedo matrimoniale anche alle coppie omosessuali

L'accordo con i sindacati è stato firmato nella sede parmense della Servizi Italia e verrà esteso a tutti gli stabilimenti del gruppo per coinvolgere 1.500 lavoratori. Avranno diritto a un permesso retribuito i partner gay che si sposeranno nei Paesi dove è permesso. Cgil: "Costringiamo la politica a superare le resistenze culturali". Arcigay: "Molte realtà si adeguano a una visione moderna della società"



Congedo matrimoniale anche per le coppie gay. Alla Servizi Italia viene estesa ai lavoratori omosessuali la possibilità di accedere al permesso retribuito in occasione delle proprie nozze. L’accordo è stato siglato tra società e sindacati lo scorso 14 novembre nella sede parmigiana dell’azienda italiana specializzata nel settore dei servizi integrati rivolti alla sanità (250 dipendenti), ma presto, “e a cascata”, sarà esteso a tutti gli 11 stabilimenti del gruppo Lavanderie Italia presenti sul territorio nazionale. Complessivamente 1.500 lavoratori. L’idea alla base dell’accordo, del resto, è semplice: “Se in Italia la politica non vuole superare quella che è una resistenza culturale, prestando ascolto alla collettività – spiega Marco Tedeschi, segretario della Filctem Cgil di Parma, firmatario dell’intesa assieme a Cisl e Uil – saremo noi cittadini a costringerla a farlo, applicando una legge che non è ancora stata votata. Quella che riconosce pari dignità all’affettività delle coppie omosessuali ed eterosessuali”.
Un principio che, secondo le sigle sindacali, dovrebbe essere adottato in tutti i luoghi di lavoro: “La volontà è di esplorare non solo istituti puramente economici o contrattualistici, ma anche percorsi comuni su temi sociali”. A partire dal “riconoscimento dell’istituto del congedo matrimoniale a tutti i lavoratori che decideranno di unirsi in matrimonio nei Paesi dove è consentito”. Perché “in un Paese dove il tasso di omofobia è tra i più alti d’Europa – spiegano Cgil, Cisl e Uil – intese di questo genere sono da evidenziare e far proliferare in modo che anche la classe politica possa dare segnali diversi da quelli fino a oggi proposti”.
L’iniziativa non è un caso isolato, in alcune multinazionali, come Citybank e Ikea, fondate su una cultura del lavoro importata da realtà estere, dove i matrimoni gay costituiscono la normalità, la prassi è già applicata. Ma a livello di imprese di medie dimensioni, imprese italiane, i casi in cui “l’unione matrimoniale viene riconosciuta anche tra coniugi dello stesso sesso” non sono molti. “In tutto – spiega il sindacalista – gli esempi nel Belpaese sono cinque o sei”. Infatti, a Tedeschi l’idea è venuta leggendo la storia di Elisa, dipendente del call center Call&Call di Cinisello Balsamo, che ad agosto è riuscita a ottenere qualche giorno di permesso retribuito per sposare la fidanzata Valentina. Anche alla Call&Call la vertenza era iniziata “individualmente”, su una singola lavoratrice, per poi essere estesa a tutti i dipendenti del gruppo.
“Mi sono detto – spiega il segretario della Filctem – perché non provare ad applicare quel modello in tutte le aziende italiane? Credevo sarebbe stato più difficile, perché il call center ha generalmente dipendenti giovani e la resistenza culturale è spesso superata. Invece non solo l’azienda si è dimostrata disponibile a collaborare, estendendo il diritto a tutti i lavoratori del gruppo, ma gli stessi operai hanno accolto la notizia con grande soddisfazione. E’ un risultato importante, perché è nostro dovere in qualità di cittadini e di rappresentanti sindacali lavorare per agire nell’interesse di chi vive una condizione di minoranza”.
“Il caso di Parma è molto significativo, perché l’azienda ha di fatto riconosciuto la validità del matrimonio tra persone dello stesso sesso, costrette ad andare all’estero per sposarsi – sottolinea Flavio Romani, presidente dell’Arcigay – fa piacere constatare che il numero di imprese convinte che questa sia la strada giusta sia in crescita”. Sempre a Parma, dopo lo scivolone del patron Guido Barilla, il colosso della pasta “si sta adoperando per favorire politiche per l’integrazione – continua Romani -. E in Italia sono molte le realtà che si stanno adeguando a questa visione moderna della società, che poi è indice del comune sentire degli italiani”. Una strada tracciata dalla Corte di Cassazione, che con la sentenza 4148 del 2012 ha ribadito il diritto, per una coppia omosessuale convivente con una stabile relazione, di rientrare nella nozione di ‘vita familiare’.
“Iniziative come quella di Servizi Italia fanno stare bene i dipendenti – conclude il presidente di Arcigay – aiutano a superare la discriminazione, a favorire l’inclusione sociale, incoraggiano le persone a confidarsi, a fare coming out con i colleghi. E questo non solo a vantaggio della collettività, ma della produttività dell’impresa stessa. Tutti ne risentiamo positivamente”.

http://www.inventionbuy.com/

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